PERLE "DI PARIGI" - Imitazioni

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Scheda scientifica PERLE "DI PARIGI"



COMMENTO: Solo dopo il 1610 si possono trovare prodotti artificiali di qualità buona, validi anche dal punto di vista estetico. É infatti in questo anno che un francese di nome Jacquin, coronaio di Passy, si accorge che l’acqua nella quale aveva squamato alcune alborelle (Alburnus lucidus) ha un aspetto iridescente e orientato. Da questo fatto prende spunto per produrre la sostanza che diventerà universalmente nota come essenza d’Oriente, che altro non è che una sospensione di guanina (minuscoli cristalli luminosi rimossi dalla membrana di rivestimento delle squame di pesce con un detergente acquoso) in un liquido organico, generalmente nitrato di cellulosa, ma possono essere utilizzate anche sostanze diverse. Jacquin la utilizza per rivestire internamente sfere di vetro soffiato, che riempie successivamente con cera. Il risultato è di sicuro effetto per i tempi, e le sferette vengono commercializzate con il nome di “perle di Parigi o perle francesi”, trovando ampio consenso di mercato e notevole diffusione fino al XX secolo. Tuttavia, poichè l’essenza d’Oriente è molto costosa, trovano ampia diffusione anche le perle con finitura metallica o “perle metalliche”.


VOTO:5

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